mercoledì, marzo 25, 2009:
UffSan whispered at 12:44
... sì, vabbe'
L'istruzione deve libera ed aperta a tutti, indipendentemente da sesso, etnia, religione, ricchezza e classe sociale.
Io ci credo davvero. In questo marasma incasinato che è il nostro paese, ancora oggi riesco ad essere orgoglioso del fatto che per farmi studiare i miei genitori non sono stati costretti ad aprire un mutuo di più di centomila euro, che tutti i giorni degli insegnanti appassionati al loro lavoro mi trasmettono conoscenza nonostante uno stipendio da fame, che mi basterebbe decidere di studiare (che so) ingegneria per poter cambiare l'anno prossimo corso di laurea.
Sì, lo so, stiamo declinando verso il disastro, ma io ancora ci spero.
In tutto questo, comunque, ci sono cose che non riesco a sopportare. E non vengono da professori, strutture, istituzioni: vengono da ragazzi più o meno della mia età, studenti che come me dovrebbero aver deciso di acculturarsi, crescere mentalmente oltre che fisicamente.
Ragazzi, dicevo, che vanno all'università, forse addirittura frequentano, ma alla fine riescono solo a lamentarsi.
Si lamentano degli insegnanti, dell'organizzazione, delle aule, di tutto.
L'altro giorno sul forum della mia facoltà una ragazza si disperava, chiedendo che venissero presi provvedimenti, perché la sua insegnante (che fra parentesi è una delle creature più carine e tranquille del mondo, che viene incontro ai suoi studenti in tutti i modi) faceva esempi di linguistica che lei e "tante altre sue amiche" non riuscivano a capire. Perché? Semplice: perché erano esempi in Greco e Latino, e non tutti l'hanno studiato alle superiori. Aggiungeva, poi, in una delle sue risposte, che non aveva fatto praticamente Italiano a scuola a causa delle supplenze, quindi la incasinavano i complementi e i casi.
Poverina, in fondo se voleva studiare queste cose faceva il Classico e poi Lettere Antiche, non certo Cinese!
Sì, ma io non riesco a capirti. Non riesco a giustificarti.
Se non sai l'Italiano come puoi pretendere di tradurre da un'altra lingua?
Ti costa tanto andare su wikipedia per cercare cosa esprime un determinato caso?
Per otto crediti è così difficile impararsi una ventina di simboli per riuscire perlomeno a leggere una parola greca?
No, è che sei ignorante e vuoi rimanerlo.
Ma allora cosa vieni a fare all'università? Non è obbligatorio.
Non è un passaggio forzato.
Non siamo più alle medie, cazzo.
PS: E comunque la riforma universitaria deve solo essere smantellata. Insieme a chi l'ha fatta.
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mercoledì, marzo 18, 2009:
UffSan whispered at 16:12
Now i've said
too much.
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martedì, marzo 10, 2009:
UffSan whispered at 16:22
Sono raffreddato.
Comunque.
"Durante le invasioni barbariche era fashion parlare in barbaro" (Cit. professore universitario)
E a parte questo, boh.
Ora sta dicendo che il giapponese non ama le sillabe che finiscono con troppe consonanti.
E poi quando si incasina si mette sulle punte dei piedi, tipo per prendere dei biscotti dallo scaffale in alto.
///Edit///
"Tipo ticket in Giapponese... diventa... :D cicchetto :D" *ride*
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venerdì, marzo 06, 2009:
UffSan whispered at 18:51
Avevo voglia di fare un post.
Volevo che fosse molto ironico e pungente, ma poi ho pensato che il mio blog lo leggono sì e no in quattro, quindi sarebbe stata ironia sprecata.
Sappiate solo che volevo essere antifemminista. Non misogino o maschilista. Solo antifemminista: a me piacciono le donne, sia fisicamente che intellettualmente. Ma potrei andare avanti decine di pagine di word in times new roman 10 a parlare di quest'argomento, delle (poche) grandi donne nella storia e della regola del minimo sforzo in linguistica (sì, c'entra anche questo).
Che palle.
Comunque oggi ad un esame mi hanno chiesto di tradurre dal Tocario.
Va be'.
L'unica cosa che volevo poi dire è che oggi l'unica cosa peggiore del maschilismo è il femminismo. Semplicemente perché ormai è diventato stupido.
Ok, basta, non dico più nulla.
Cià.
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