mercoledì, febbraio 27, 2008:
UffSan whispered at 11:34
Io so che molti di voi non la capiranno, dato che non abitano da queste parti. Ma tant'è. Adesso devo solo spedirla.
Cara Sonia,
scusa se non ho un disegnino da mandarti, ma sai, è già da qualche anno che ho riconosciuto la mia inettitudine nel disegnare e non vorrei fare una figura troppo barbina nel mandarti ritratti tuoi o di Birillo. Magari riuscirei a fare una fan-art semi decente di qualche cartone animato, ma perdonami se non ne ho molta voglia. Beh, sinceramente credo che in fondo tu sia più contenta così.
Sì, cioè. Ormai avrai mille anni. Riconosco che il tuo patto col diavolo ti doni una sempiterna giovinezza, ma dopo tutti questi lustri sarai anche stanca di disegni stilizzati o abbozzati.
Infatti quando ti penso nei momenti di relax del dopo lavoro, non so perché, ti immagino sempre nella tua enorme e lussuosissima villa, sopra un sofà di fronte al camino, in vestaglia di seta leopardata, con un bicchiere di vino rosso francese invecchiato quindici anni in mano e quadri manieristi alle pareti.
Perché in fondo penso che tu sia una donna colma di gusto personale, probabilmente miliardaria e con una collezione artistica privata da fare invidia al Louvre. Altro che letterine dei ragazzini.
Comunque.
Penso di essere un tuo fan di vecchia data. Così vecchia che ricordo ancora quando la rete per cui lavoravi si chiamava Ti Erre E, e non Supertre.
All’epoca Birillo ancora non c’era. C’eri solo tu, l’angolo delle chiacchiere e quello della posta. Oddio, ogni tanto ricordo che spuntava fuori qualche promozione di giochi che si trovavano solo “nei migliori negozi di giocattoli e nei negozi della Giraffa… tùtù” (il tùtù era il jingle della pubblicità. No, nel caso non fosse chiaro). E, sì, a volte c’era anche “Cerbiatto, il cornetto appena fatto”, ma essenzialmente la rete la portavi avanti da sola.
È già da qualche tempo che pensavo di scriverti.
…sinceramente è da quando avevo 3 anni. Il piccolo problema dell’epoca è che a quell’età non sapevo scrivere. Né imbustare, né spedire, a dirla tutta.
E poi volevo venire all’angolo delle chiacchiere. Ma quando lo dicevo a mia madre, lei non mi prendeva mai sul serio. In effetti io non spinsi neppure particolarmente, ma mi sarebbe piaciuto. Cavolo, sono cose che ti segnano quando hai quell’età.
Con gli occhi della ragione mi accorgo che forse è stato meglio così. Perché se qualche anno dopo avessi rivisto la cassetta di me che imbarazzato rispondo a domande come “Qual è il tuo cibo preferito?” o “Hai un amichetto del cuore?” mi si sarebbe probabilmente sgretolata un’icona della mia infanzia davanti agli occhi, sarei diventato cinico, crudele, e avrei preso sul serio il piano di conquista del mondo che avevo cominciato a delineare verso i dieci anni.
Ma parliamo d’altro.
Qualche anno fa, non ricordo se sul Tg3 Lazio o chissà in quale altra rete regionale, vidi che ti avevano invitato a parlare in una scuola elementare.
Ricordo il video di questa maestra che, testuali parole, diceva che tu eri l’esempio di come si potesse fare una “televisione per ragazzi che fosse sana e aiutasse nella crescita”.
Oh, beh. In effetti la tua rete è un baluardo per tutti gli amici della mia età che abitano da queste parti. Un ricordo felice della nostra infanzia.
A volte mi chiedo però se tu li hai mai visti i cartoni che vengono mandati in onda.
Sicuramente quella maestra non lo aveva mai fatto.
Capiscimi, non cerco di smontare la qualità dei vostri programmi, anzi.
È che, tanto per fare un esempio, un tipo che se ne va in giro a far esplodere cervelli dalle teste di persone che a loro volta cercano di ammazzare e stuprare donne e bambini, non mi pare il classico modello italiano di educazione serena ed equilibrata. Probabilmente sarebbe più adatto di quello attuale (che attualmente consiste nel dare al bambino merende con tanto latte per farlo crescere sano e forte), ma ciò non toglie che: o quella maestra era incredibilmente avanti, un genio incompreso alla Professor Keating, oppure non aveva capito nulla di quel che stava dicendo. Ma nulla nulla, eh.
Sì, ecco, calcolando poi che nelle ultime serie che state mandando v’è un riferimento sessuale un minuto sì e uno no, davvero, scusami ma mi vien da ridere.
Ah, sì. Siamo arrivati ai cartoni. Per quanto riguarda questi, nel corso degli anni ve ne sono stati moltissimi che ho adorato.
Quando andavo all’asilo idolatravo Yattaman. E poi è stata la volta dei robottoni. Ne avrete mandati almeno una decina nel corso del tempo. Daltanious, Mazinga, Jeeg Robot, Daitarn… sinceramente ho perso il conto.
Doraemon è un discorso a parte. Cioè. È un enorme gatto blu che viene dallo spazio. Ed è quasi più stupido del ragazzino a cui dà gli aggeggi strani. Non so dire se l’odiassi o l’amassi.
Per quanto riguarda le ultime uscite, devo dire di adorare “I Fantagenitori”. Sì, dai. Sono l’apice del nonsense più assoluto.
Trovo lodevole poi che vi stiate accaparrando gli “scarti” di Mtv. Fai i complimenti a chi di dovere da parte mia.
Mi è dispiaciuto quando avete sospeso “Le situazioni di lui e lei”, ma vi capisco: forse qualcuno ha buttato un occhio al programma e si è reso conto che la storia si faceva un po’ pesa.
Cominciava a diventare difficile farlo introdurre alla tipa buffa con la vocetta metallica che interpreta l’aliena, vero? (quel che forse sei anche tu. Sei un’extraterrestre, magari? Mh.)
In tal caso, vi consiglio di riguardare anche un’altra buona metà di ciò che mandate in onda. Non fraintendermi: sono più che felice che qualcuno mandi qualche cartone animato senza troppe censure. Auspico che continuiate su questa linea editoriale.
Sì, adesso veniamo a Birillo.
E’ un pugno in un occhio. E deve morire fra atroci sofferenze.
Senza offesa per Birillo, ovviamente.
Non so se poi viene dalla stessa fabbrica di androidi che ti ha fabbricato, Sonia (questa è un’ipotesi alternativa a quella del patto col diavolo o dell’aliena), ma non sai quanto sia odioso.
Cioè, no, probabilmente lo sai. Scusami, a volte dimentico del gusto artistico e personale che sono sicuro tu debba avere (ricordi? La villa, piena di quadri manieristi, il bicchiere di vino rosso… sì, a meno che ovviamente tu non sia davvero un androide.).
Beh, ormai non hai abbastanza miliardi? Intendo dire, ora fai anche le televendite.
Capisco che il tuo lavoro ti possa piacere, ma non sei credibile quando cerchi di vendere aspirapolvere o cornetti. Davvero. Te lo dico da amico.
Spero che questa mia lettera venga letta all’angolo della posta.
Ciao, ti prego, non farmi avere un bacio megagalattico da Birillo e stammi bene.
Distinti saluti.
C.P.
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giovedì, febbraio 21, 2008:
UffSan whispered at 12:23
No, tipo.
Ho scoperto che Saba roleplayava Leopardi.
Parlo sul serio.
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