mercoledì, ottobre 25, 2006:
UffSan whispered at 15:35
Oggi è il compleanno del Foco.
Questa è la prima volta che faccio un post per il compleanno di qualcuno che non sia io.
Ma il Foco è il Foco.
Auguri, vecchio. Benvenuto nel mondo dei maggiorenni.
Quindi andate avisitare il suo blog http://webdifoco.spaces.live.com/ , fategli gli auguri, e vogliategli bene quanto gliene vogliamo noi.
Il Foco è un essere umano di sesso maschile che ho conosciuto a giugno del 2005, a casa del Faggiano.
Fra le sue varie imprese ricordiamo quella di esser stato cacciato dal Rusty Team per aver rotto il letto (con stile), quella di aver convinto me e il nano ad andare al mare (!!), quella di esser stato fermato con Ezio e il Faggio dalle guardie mentre si stava fregando un cartello stradale, quella di illuminarmi con massime di vita talmente dementi da essere sagge, quella di essere apparso come un incrocio fra Lega Nord e Rifondazione Comunista al test per scoprire il proprio orientamento politico, e soprattutto quella di essere stato ritrovato ubriaco insieme a me, sdraiato sul pavimento del cesso di casa di Victor.
Vedi che puoi fare, adesso.
~ ~ ~
martedì, ottobre 17, 2006:
UffSan whispered at 15:34
Sono una persona felice
Ben ritrovati, cari vecchi quattro gatti ectoplasmi che incauti v’aggirate per questi lochi.
Sono patentato, cosa buona.
Cosa ancora più buona, sono stato a Firenze per due giorni.
Concerto dei Blind Guardian, capite.
So benissimo che molti di voi in questo preciso momento staranno storcendo al testa e il naso chiedendo “Chi?” o ancora peggio sorridendo fra sé e sé, prendendo questo post come una nuova estemporaneità di uno dei soliti fan di gruppi misconosciuti ai più.
Ma che ci posso fare? Quando un gruppo ce l’hai nel cuore da anni, quando quel gruppo ti ha avvicinato a un mondo ed è stato colonna sonora di infinite (infinite) giornate…
E quando hai pure il biglietto del concerto (che avevi comprato a Gennaio, appena saputo della prevendita) con l’autografo del cantante, allora non può essere stato un viaggio brutto.
Neppure mediocre.
Neppure bello. No, deve essere stato per forza di più.
Soprattutto se hai anche assistito al concerto in prima fila.
E se pure hai dormito (poco) in stazione barboneggiando in modo assurdo, litigato con uno dei tuoi tre compagni di viaggio, camminato per ore senza meta sotto il sole, aspettato quattro ore per l’apertura dei cancelli, tutto ciò non può guastarti nulla.
Perché il giorno dopo, ogni venti minuti ripeti “Che bel concerto…”.
Perché hai finalmente ascoltato dal vivo quello che hai sempre cantato.
Perché se si sfrucuglia un po’ nel passato del blog si trova più di un riferimento a testi di questo gruppo, tutti pregni di riferimenti a momenti più o meno felici…
Che altro dire?
Nightfall…
Quietly it crept in and changed us all…
Now you all know the bards and their songs…
Bright Eyes… blinded by fear of life…
No Merlin is by my side.
(Everything is out control)
Imaginations from the side…
… when I’ll break down the walls around my heart…
We are following the will of the One…
trough the dark age and into the storm…
Returning of the miracles…
it’s my own requiem…
Misty tales and poems lost,
all the bliss and beauty…
E la pancia di Hansi è troppo pacioccosa.
Insomma, credo che una recensione del concerto e delle due giornate appena trascorse adesso sia d’obbligo.
Si parte con il treno delle 6.30 da Roma Tiburtina.
I compagni di viaggio sono il Nano e Victor.
Ardo non è venuto, perché quel genio si è rotto la gamba 3 giorni prima della partenza ad una mezza specie di tiro al piattello (ma si può?).
In un paio d’ore arriviamo a Firenze, raggiunto il centro ci incontriamo con Losth, che stava lì dal giorno prima.
Insomma si gira un po’, si evita di entrare in monumenti causa prezzi troppo elevati dei biglietti d’ingresso (quello che costava di meno era 6 Euro, per una visita veloce d’una chiesa).
Ci rendiamo perciò conto della fortuna che abbiamo a vivere vicino Roma, città d’arte di levatura almeno pari a Firenze, ma con l’innegabile pregio di offrire quasi tutto gratuitamente.
Quindi si pranza, e verso le 15.00 cerchiamo un bus per dirigersi verso il Saschall.
Arriviamo al teatro alle 15.30, e ci accorgiamo che in effetti non c’è ancora molta gente.
Però c’è una cosa strana: le persone presenti non si trovano davanti al cancello d’entrata, ma di lato al teatro.
Informandoci perciò sul perché, scopriamo che Hansi Kursch, il cantante, è uscito la mattina alle 9.00 e non è ancora tornato.
Carichi di aspettative ci uniamo quindi alla folla di una cinquantina di persone.
Lentamente, questa si sfoltisce sempre di più. La maggior parte di essa era lì dalla mattina, e ha già avuto occasione di farsi fare autografi e foto varie, quindi se ne va al cancello principale.
Notando che la gente poi comincia ad arrivare, anche noi optiamo per andare davanti all’entrata, volendo avere dei posti perlomeno decenti.
Appena ci mettiamo in fila però, il Nano mi fa notare che un paio di persone che stavano venendo verso di noi sono letteralmente schizzate verso dove ci trovavamo prima.
Non posso fare altro che seguirle, perciò, e appena giungo mi accorgo che Hansi è giunto, è attorniato da una ventina di ragazzi, e sta firmando i biglietti.
Un po’ vergognoso delle cattive condizioni del mio, che si trovava da 9 mesi nel portafogli, mi avvicino, e dopo diverse foto scattategli a distanza ravvicinata col cellulare, glielo porgo. Lui lo firma, o meglio, ci scarabocchia qualcosa che assomiglia a una firma, quindi entra dentro.
Più felice di così non potrei essere. Pochi secondi di ritardo e non ce l’avrei fatta.
Torno quindi in fila tronfio e orgoglioso.
Un po’ di gente che mi sta intorno mi invidia, un po’ mi detesta, un altro po’ è felice anch’essa.
Attendiamo fino all’apertura dei cancelli, e lentamente riesco a farmi largo tra la folla con abile e attenta astuzia.
Verso le 18.30 un paio di centinaia di persone comincia ad intonare cori dalle canzoni de “Gli Atroci”, gruppo ironico/satirico sul Metal, che se poco poco conosci l’ambiente ti fa rotolare per terra dal ridere.
E’ quindi mio l’incipit per “I guerrieri del Metallo” (Io: “Che cosa noi vogliamo?” Coro: “IL METAAAAAAAAALLO!!!!”), che viene cantata sempre dai soliti 200 scemi come me.
Alle 19.00 i cancelli si aprono. Corsa sfrenata in cui rischio di cadere un paio di volte, ma incredibilmente, sono in prima fila.
Prima fila! Mi attacco alle transenne come un disperato, e resisto agli assalti di quelli che stavano cercando di usurparmi il posto.
Quasi un’ora più tardi si sta morendo: la pressione dietro a tratti è terribile, ma con un po’ di pratica si riesce trovare il modo di resistere senza sentirsi male.
Entrano gli Astral Doors, che fanno da spalla.
Un’ora di musica che alcuni hanno gradito, altri no.
Da parte mia era ascoltabili, ma hanno suonato troppo.
Escono ed ecco che l’attesa si fa sempre maggiore.
Alle 21.00, finalmente, entrano loro, i Blind Guardian, ed è un delirio.
La solita intro “War of Wrath” apre il concerto, come era logico aspettarsi, e sempre secondo i piani segue “Into the Storm”.
Il resto è pura estasi.
Non c’è niente che vi possa raccontare che può spiegare le emozioni suscitate da “Nightfall” (a mio parere probabilmente la migliore interpretazione del concerto), o da “Brigth eyes”.
O da tutte le altre.
Come si fa ad escluderne qualcuna?
Il pubblico anche, è stato incredibile.
I cori non facevano che innalzarsi, l’uno più potente dell’altro, permettendo al cantante di proseguire con le canzoni quasi fossero fatte in studio.
Più di due ore hanno suonato.
Grazie.
ps: Se mi andrà, uno di questi giorni racconto anche il giorno seguente.
~ ~ ~
lunedì, ottobre 16, 2006:
UffSan whispered at 10:30
Sto alla fiera di Roma.
A breve vi aggiornerò sul concerto.
Bella.
~ ~ ~
martedì, ottobre 10, 2006:
UffSan whispered at 15:18
Domattina alle sei e emzza parto da Roma TIburtina con destinazione Firenze.
Lo scopo di questo viaggio è andare quella stessa sera al concerto di una delle band che da sempre seguo con maggiore interesse, tali Blind Guardian.
Il fatto che ripartiamo poi la sera dopo a causa di uno sconto sul biglietto del treno e probabilmente ripiegheremo sul classico barboneggiare per quella notte, non sembra dare fastidio più di tanto.
Ci risentiamo al mio ritorno, eh.

~ ~ ~
lunedì, ottobre 02, 2006:
UffSan whispered at 16:44
Oh!
Buonasera.
Sto sempre senza computer, sempre in questa biblioteca. Credo che le persone pensino che sia davvero un grande studioso.
Ormai ho cominciato a frequentarla più o meno assiduamente, quindi mi sono accorto di alcune cose:
Ci sono 3 tipi di persone che vanno in biblioteca:
- i frequentatori tipici, cioè gli universitari che studiano davvero (o almeno fanno finta)
- i nuovi arrivati, cioè quelli che è la prima volta che mettono piede nell'edificio. Di solito entrano, si guardano attorno spauriti, cercano sguardi di approvazione, e poi con grande letizia e solerzia imprimono la loro firma sul registro delle visite, a imperiura memoria dei posteri. Solo che quando si accorgono che non assomiglia per niente a quelle dei film americani con i migliaia di scaffali in fila ordinata e in ordine alfabetico, quando capiscono che qui la bibliotecaria gentile e premurosa che sa a memoria tutto il catalogo e che i trova un libro in un battibaleno non c'è... ecco, a questo punto di solito scappano.
- i "so cosa sto facendo ma non so perchè", cioè coloror che vorrebero cercare qualcosa, ma non sono sicuri di cosa. Fanno vagare il loro sguardo sulle file di libri, cercando di trovare una fantomatica ispirazione improvvisa.
Ah, e ovviamente ci sono io. Che sfrutto ignominiosamente questo servizio pubblico per aggiornare il blog e farmi i cavoli miei.
Oggi sono entrate 2 ragazzine di circa 12 anni mentre attendevo il mio turno per il pc.
Bambine: E' questa la biblioteca?
UffSan: No.
Bambine:No?
UffSan: Sì.
Bambine: Eh?
UffSan: Esatto.
A quel punto toccava a me, quindi sono entrato nell'aula multimediale lasciandole lì sulla porta.
~ ~ ~
